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Thursday 10 July 2008

The travels of Munniver

I' sorry for all the (imaginary) readers of this blog, for not having time - or means - to share my extreme experiences in the country that recently won the "most eccentric country" award: Finland.
I've been here for... several weeks, lots of time and yet not enough. My knowledge of finnish advances very slowly, partly for lack of time, but mostly for the characteristic of the language itself. Every time I learn a new word, or grammar feature, I find out later that I was mistaken, or the word is right, but it has 7 other more often used synonyms. Learning a language has seldom been more frustrating.
The other habits still surprise me, or I surprise them; for example, Jaakko was amazed, impressed and disgusted when he saw me putting salt on salad.
Salt and oil, is there anything more basic for a salad?
And there is a lot more. What about, for example, the silence? It seems to be a law in here, that I actually don't dislike - and as every rule is often broken by teenagers. I could spend hours describing the perfectly hygenic lack of hygene; no matter what they do, finns are always healthy - except for lactose allergies.
I should post a few pictures, but, well, they are on the other account now. I suggest to everybody who has a facebook account to check them there.
All the time I've been moving. After Lappeenranta I came back to lahti for one single day to leave again for Helsinki. There, after 2 days I departed for Turku, where the Ferry to Mariehamn, Åland, was. Together with Jaakko we went on a short trip with the motto "Knights & Dragons". Don't ask me why.
After enjoying tax free shopping, wonderful scenery from the sundeck, terrible wind on the sundeck, we reached the glorious capital of... Åland.
The city is tiny but quite pretty, a weird little island, in which finns can fell "half-foreigners".
There's not too much in Åland, but beaches, bird poo, ships and tiny forests should keep you busy for some time.
Then we faced another too early departure, this time towards the capital of... Sweden!
I have to say - finns, forgive me -  I loved Stockholm. There is so much to see and to do; the capital seems massive, its city centre comfortable and huge: looking from the channel, you can see a wide wide city, or so it seems. Don't think of New York, that's way to  big, but in Stockholm, there's free air - except in the small tourist venues of the Old city - everywhere. There is room for people. And toilets are expensive.
There is an entire small island for museums and a park, a Tourist could spend weeks in it. We only had tim to visit the Vasa museum and it was great.
By chance, we had the two sunniest day of the summer... so that the city looked even happier and warmer - Helsinki feels quite the opposite.
So, long story short, I ran out of time. I'll try to write again soon....

BWOOOOOUU - INAPPROPRIATE!!!!

Thursday 1 November 2007

Minä rakastan sinua

Che Munnin sia accusato di incostanza è una cosa frequente e normale... Chi non ha mai maledetto la propria memoria per essere stata fallace nel momento del bisogno?
Si, sono stato occupato, e vi spiego anche da cosa: mountaneering club, una viaggio in irlanda del nord, Halloween e soprattutto dalla mia nuova ragazza.
Probabilmente ne parlerò spesso, non tanto nell'aspetto personale (che è my business!) ma poiché è finlandese e questo si prospetta una delle esperienze culturali migliori del mio erasmus.
Proverò a raccontare quello che mi è successo questi giorni, anche se proprio ora dovrei essere fuori a fare la spesa perché sto mangiando patate da una settimana e penso che morirò presto se non cambio dieta.

Irlanda del Nord:
Una delle più grandi assurdità nel mondo della suddivisione degli stati è la situazione dell'irlanda. Due capitali che distano 3 ore di bus (un pugno di chilometri, visto che i trasporti sono piuttosto lenti), due stati con due diverse lingue ufficiali ma la stessa lingua effettiva, due stati con diversa moneta ma la stessa gente, due stati di cui uno non è più grande delle Marche.
Il nostro itinerario è stato Dublino-(london)derry-Belfast-Dublino.
Prenotati i due ostelli, deciso il tempo di permanenza, ci siamo buttati all'avventura senza piani.
Il viaggio verso Derry lo facciamo dormendo per la maggior parte del tempo, ma la città mi lascia perplesso. Il clima stesso è più freddo rispetto a quando siamo partiti, l'impatto freddo. La città è piccola e dopo l'enormità di Dublino è bello riposarsi girando il centro città a piedi. Le persone sono diverse, gli sguardi diversi da quelli dublinesi e la moda è un'altro mondo. Forse c'è un senso nell'essere divisi dal sud, penso.
Nell'ostello abbiamo la massima accoglienza. E' costume dell'ostello fornire colazione gratis, avere una living room con cuscini, tavolini e tappezzeria indiana, non inchiavare le camere. Ma ci assicurano: mai un furto è stato compiuto.
Il valore turistico della città è principalmente diviso in due parti: un assedio resistito nel XVII secolo di cui le mura portano ancora i segni, e il bloody sunday. Comunque, guerra. Rincontriamo all'ostello due persone che erano con noi nel bus: un tedesco e un ungherese che lavorano a Dublino in vacanza come noi.
Un primo giro nelle mura e nel centro ci fanno scoprire il primo, e poi camminiamo sotto la pioggia nelle vie dove i 14 di derry furono uccisi. Murales e bandiere irlandesi sono ovunque. I quartieri sono qualcosa di particolare. Sembrano chiusi in sé stessi, rivolgendo al mondo solo murales di protesta e cartelli "ball games are not allowed"
Un buon feeling comunque.
Il giorno dopo bisogna partire, ma per dove e come non si sa. Abbozziamo un piano per andare alla distilleria Bushmill e vedere la Giant Causeway.
5£ di biglietto di treno e possiamo viaggiare quanto e come ci pare. Così inizia la nostra epopea tra treni e bus.
Carina la distilleria, buono l'assaggio dei whisky speciali. Bellissima la giant Causeway, sulla quale per carenza di tempo non possiamo camminare. Spero di poter tornare per una sessione di foto seria con Huggin prima o poi.
Grandi emozioni quindi alla Causeway.
Così grandi che io e Henna perdiamo l'autobus - bastardi, ci hanno lasciato indietro! - e quindi non abbiamo l aminima idea di come raggiungere Belfast.
Nella nostra situazione ci sono il tedesco e l'Ungherese, che abbiamo nel frattempo incontrato ancora nel treno. Così in 4 ci organizziamo con un Taxi e spendendo una miseria riusciamo a raggiungere la stazione ancora prima dei nostri amici bastardi!
Insomma, la collaborazione internazionale da sempre i suoi frutti.
Infine si arriva a Belfast, la città più rinomata dagli erasmus in Irlanda che all'umanimità dichiarano "fa cagare".
L'arrivo non è dei migliori: dopo le 6 la città è buia e desolata, i negozi sono chiusi e le poche persone camminano con lo sguardo fisso a terra, forse cercando qualche penny.
L'ostello stesso ha un feeling ben peggiore di Derry.
Il giorno dopo, alla luce del sole, facciamo un tour storico - che a Belfast significa vedere edifici distrutti dalle bombe e murales - con un tassista locale che ci racconta anche un po' la sua storia, tipo le due volte in cui è stato dirottato a Sandy Row.
La città dal punto di vista turistico ha ben poco da offrire. Tuttavia ci guardiamo il fiume e attraversiamo alcuni quartieri contornati da filo spinato e da scritte intimidatorie, ma vero. Perché Belfast è una città profondamente cruda e vera. Sembra quasi di poter leggere nella mente delle persone. Forse gli abitanti stessi sono in preda a due sentimenti contrastanti: fuggire dalla buia città che da qualche anno è diventata vivibile e non più un campo di battaglia, o restare.
C'è poco altro da dire, a parte che i Pub chiudono alle 24 ma servono il sidro più buono del mondo (che in verità è svedese).

Ieri è stata la notte di Halloween. In Italia non l'ho mai festeggiato e non me ne importa nulla, I don't give a fuck. Ma qui la festa è molto grande e visto che non si potrebbe comunque dormire, esco.

Halloween è praticamente l'ennesima sera in cui gli irlandesi si sbronzano, dopo il lunedì, il martedì il mercoledì ecc.

Però si sbronzano in costume o nudi.

Per una volta siamo riusciti a radunare una bel gruppo, quasi tutti erasmus. Incredibile, mi dico! Finalmente uniti sotto un'unica bandiera – o meglio sotto la spire, luogo di meeting. Peccato che dopo 20 minuti siamo già divisi in almeno 3 gruppi. Finisce sempre così.


E' tutto per ora. Spero di poter aggiornare il prima possibile.

Terveisin,
Munnin.