Yesterday I went to a small gig at Eamon Doran's - Temple Bar - , a "king of irish folk metal" night, with - in this order - Runecaster, Waylander and Cruachan. The concert was fun, but I will spare a detailed description of it later, when I will download the photos.
Then me and Henna went back home. All south Dublin was silent, except for Belgrove, "where chaos (and not god) ruled all over the race of Belgrovites, as it still does now". Who understands the quotation wins a french kiss.
Everybody was out in the courtyard (yes, out in the fields like Phil Lynott) drinking, fighting, mating, smoking... you name it. Almost naked girls, a guy whith a Toga... every possible hellish vision was there, like Tortuga in "Pirates of the Caribbean".
Right in the middle of the chaos there is a circle of people sitting: among them Luca, Remy, Federico, Arielle... people we know, so we joined them. Conor lost his job and got drunk, Luca was sick for drinking too, Remy... well, he had some business going on. Matteo misses the sun and wants to walk the Santiago de Compostela way or what the fuck is that called when people take a plane and then walk for miles only to give a look at a pagan site on which a christian shrine has been built. But everybody wants to win god's grace, right?
Then the security came and quite violently started taking away drinks from people. Many were pissed of and there was open ostility and almost aggression on the security; thus the Garda was called. Under the menace of "disperse or I will arrest you, I'm fucking serious" chaos stopped, groups were dispersed, and only few throngs were left, smoking and complaining that in a free country we have right of assembly and Conor saying that Gardaì have no authority on private soil.
Long story short, a reasonable amount of order was restored. Until the police went away and then it was chaos again. Not as much though. It was already 3 A.M. by the way.
Then we gathered at Remy-Luca-Christian place (neat as usual). Henna moved the conversation on politics - how rare! - with drunken Conor and me. We left the frenchie to his affairs and we moved at my place, with Arielle, Federico and a few beers, gossiping about crazy germans on campus. Outside Somebody played Wonderwall by Oasis, the top hit of the century in Ireland, with a guitar.
The night went on, and at 4:20 the sky was painted in light blue, dawn was near. We finally went to sleep, hoping to have a decent rest. Which did not happen.
Sunday 11 May 2008
Saturday 10 May 2008
pensieri e paesaggi
So was? Sono tornato da una settimana in Germania e mi ci è voluto un po' per ambientarmi. Il mare e le campagne marchigiane (per non parlare della bassa montagna, dove sono stato alcuni giorni) erano fantastiche. Penso il miglior periodo per visitare la nostra regione sia proprio la primavera inoltrata, quando ancora non è troppo caldo, i colori sono vividi e le coste di smeraldo.
In merito ai paesaggi le marche meritano davvero, ed è una fortuna che non siano molto conosciute ai turisti, così ce le possiamo godere tutte per noi...
D'altronde quest'anno le Marche sono in testa insieme alla Toscana per il numero di bandiere blu...
Beh che dire anche qui la primavera è fiorita e sinceramente trovo alcuni scorci davvero fantastici, per non parlare dei campi coltivati a Raps, un fiore giallo che copre letteralmente le colline (colline mpf... è tutto piattissimo!) di lenzuola color sole. Le temperature sono come quelle in Italia e in bicicletta si gira che è una meraviglia (beh, visto? forse il fatto che tutto sia piatto non è tutto sto gran male!).
Mi sono messo in testa che strade e case qui assomigliano un casino a quelle in Norvegia.
Ah! Ah-ah! A proposito di fiori! Questa la devo proprio raccontare.
Per capire a che grado di civilizzazione sono arrivati qui: Volete dei tulipani e narcisi per il balcone (beh il balcone gli edifici di centro città e molte delle casette monofamiliari a schiera non lo hanno, ma noi sì!) ?
Bene: potete trovare dei campi vicino alla strada, di quando in quando, coltivati a fiori, tulipani e narcisi. Lì vi troverete un cartello con il prezzo dei fiori, alcuni coltellini per asportarli e un contenitore per monete. Non c'è nessuno a controllare, ovviamente: chi mai ruberebbe tulipani?
...un italiano, un francese, uno spagnolo, un inglese e persino il fantasma formaggino.
Ma non un tedesco a quanto pare.
Uhm adesso che guardo meglio fuori, mi sono convinto che invece i campi somiglino un po' all'Olanda.
Ci sono dei boschi di piccole dimensioni oltre ai campi qua. Nella zona di Stoccarda ci sono aree boschive molto più ampie e anche colline e campi coltivati ad uva. Dicono sia una regione più mite (anche se è ad un'ora di strada da qui). E' una bella zona anche quella, e Stoccarda è una bella città, anche fuori dal centro urbano. Non ci sono neanche quei quartieracci di baracche per operai. Qui neppure però questa è una città più piccola. E forse anche un po' monotona dopo alcuni mesi.
L'università probabilmente è il vero cuore di questa città, la cui mensa è straordinaria: c'è anche il menu BIO, cioè non solo quello vegetariano ma anche quello BIO! Per non parlare della scelta incredibile che avete!
L'unico sconveniente è che sti tedeschi (che in genere sono tranquilli ma qualche volta c'hanno delle scappate da pignolazzi) ti fanno pagare il piatto a peso: niente trucco di ammassare quindici cotolette, insalate e paste diverse sullo stesso piatto perciò pagando il prezzo di un solo piatto...
Ma c'è perfino una seconda saletta mensa per i dolci!
Unico neo: se la cucina tedesca non vi piace siete fregati. A me piace, però ci sarà un motivo se le nostre diete sono più sane.
Bene, detto questo?
Ancora ho parecchi pensieri da esprimere, però facciamola breve, sarà per la prossima volta...
In merito ai paesaggi le marche meritano davvero, ed è una fortuna che non siano molto conosciute ai turisti, così ce le possiamo godere tutte per noi...
D'altronde quest'anno le Marche sono in testa insieme alla Toscana per il numero di bandiere blu...
Beh che dire anche qui la primavera è fiorita e sinceramente trovo alcuni scorci davvero fantastici, per non parlare dei campi coltivati a Raps, un fiore giallo che copre letteralmente le colline (colline mpf... è tutto piattissimo!) di lenzuola color sole. Le temperature sono come quelle in Italia e in bicicletta si gira che è una meraviglia (beh, visto? forse il fatto che tutto sia piatto non è tutto sto gran male!).
Mi sono messo in testa che strade e case qui assomigliano un casino a quelle in Norvegia.
Ah! Ah-ah! A proposito di fiori! Questa la devo proprio raccontare.
Per capire a che grado di civilizzazione sono arrivati qui: Volete dei tulipani e narcisi per il balcone (beh il balcone gli edifici di centro città e molte delle casette monofamiliari a schiera non lo hanno, ma noi sì!) ?
Bene: potete trovare dei campi vicino alla strada, di quando in quando, coltivati a fiori, tulipani e narcisi. Lì vi troverete un cartello con il prezzo dei fiori, alcuni coltellini per asportarli e un contenitore per monete. Non c'è nessuno a controllare, ovviamente: chi mai ruberebbe tulipani?
...un italiano, un francese, uno spagnolo, un inglese e persino il fantasma formaggino.
Ma non un tedesco a quanto pare.
Uhm adesso che guardo meglio fuori, mi sono convinto che invece i campi somiglino un po' all'Olanda.
Ci sono dei boschi di piccole dimensioni oltre ai campi qua. Nella zona di Stoccarda ci sono aree boschive molto più ampie e anche colline e campi coltivati ad uva. Dicono sia una regione più mite (anche se è ad un'ora di strada da qui). E' una bella zona anche quella, e Stoccarda è una bella città, anche fuori dal centro urbano. Non ci sono neanche quei quartieracci di baracche per operai. Qui neppure però questa è una città più piccola. E forse anche un po' monotona dopo alcuni mesi.
L'università probabilmente è il vero cuore di questa città, la cui mensa è straordinaria: c'è anche il menu BIO, cioè non solo quello vegetariano ma anche quello BIO! Per non parlare della scelta incredibile che avete!
L'unico sconveniente è che sti tedeschi (che in genere sono tranquilli ma qualche volta c'hanno delle scappate da pignolazzi) ti fanno pagare il piatto a peso: niente trucco di ammassare quindici cotolette, insalate e paste diverse sullo stesso piatto perciò pagando il prezzo di un solo piatto...
Ma c'è perfino una seconda saletta mensa per i dolci!
Unico neo: se la cucina tedesca non vi piace siete fregati. A me piace, però ci sarà un motivo se le nostre diete sono più sane.
Bene, detto questo?
Ancora ho parecchi pensieri da esprimere, però facciamola breve, sarà per la prossima volta...
Fine delle lezioni, esami, bestialate
Interrompo il silenzio non per importanti riflessioni ma per mere minchiate. La serietà (e nuove foto ;)) verranno più tardi.
Antefatto: il mio coinquilino francese, come sapete, è uno stronzo che spesso mi tiene sveglio la notte. Stesso dicasi per i miei dirimpettai. Ho provato mille volte a ricambiargli il favore, svegliandomi la mattina presto e facendo partire musica ad alto volume, cercando di passare l'aspirapolvere, e mille altri tentativi del genere. Mi è sempre sfuggito: un giorno non era a casa, un'altro era già sveglio, ecc.
Fatto:Tra un paio d'ore ho l'esame di filosoffia greca. Stamattina però mi sono messo ad armeggiare in cucina e a fare qualche esperimento oltre alla mia solita fettina di pudding. nel mio esperimento c'era anche dello zucchero, e un mezzo cucchiaino di questo è caduto sulla piastra calda. Lo zucchero brucia più di quanto pensavo, così una vivida fiammata si è sprigionata, seguita a breve distanza dall'allarme antincendio! Già, il nemico di tutti i sonni a Belgrove ha iniziato a ringhiare, e questa mattina ho svegliato sia il suddetto stronzo che la sua ragazza (ugualmente transalpina) che dormiva con lui.
Le lezioni sono finite e l'atmosfera qua è moscia. Il sole è arrivato e gli irlandesi stanno di fuori a giocare a pallone invece di studiare, che novità. Ogni tanto piove anche, come oggi, ma è fisionomico.
Cercherò di tenervi aggiornati in questi pochi aihmé giorni che mi rimangono in Irlanda.
Antefatto: il mio coinquilino francese, come sapete, è uno stronzo che spesso mi tiene sveglio la notte. Stesso dicasi per i miei dirimpettai. Ho provato mille volte a ricambiargli il favore, svegliandomi la mattina presto e facendo partire musica ad alto volume, cercando di passare l'aspirapolvere, e mille altri tentativi del genere. Mi è sempre sfuggito: un giorno non era a casa, un'altro era già sveglio, ecc.
Fatto:Tra un paio d'ore ho l'esame di filosoffia greca. Stamattina però mi sono messo ad armeggiare in cucina e a fare qualche esperimento oltre alla mia solita fettina di pudding. nel mio esperimento c'era anche dello zucchero, e un mezzo cucchiaino di questo è caduto sulla piastra calda. Lo zucchero brucia più di quanto pensavo, così una vivida fiammata si è sprigionata, seguita a breve distanza dall'allarme antincendio! Già, il nemico di tutti i sonni a Belgrove ha iniziato a ringhiare, e questa mattina ho svegliato sia il suddetto stronzo che la sua ragazza (ugualmente transalpina) che dormiva con lui.
Le lezioni sono finite e l'atmosfera qua è moscia. Il sole è arrivato e gli irlandesi stanno di fuori a giocare a pallone invece di studiare, che novità. Ogni tanto piove anche, come oggi, ma è fisionomico.
Cercherò di tenervi aggiornati in questi pochi aihmé giorni che mi rimangono in Irlanda.
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Friday 18 April 2008
alcune riflessioni di Huginn
A Ulm ho portato il sole.
Sì, ho cambiato qualcosa in alcune persone, ho portato novità in certi ambienti, aiutato in certi altri e di certo sollevato anche un po' di chiacchiere in giro.
Ho portato un po' del sole che vivo dentro.
Quando sono arrivato Ulm era soleggiata. E tutte le volte che sono tornato da fuori c'era il sole.
E tutte le volte che l'ho lasciata nevicava.
Trattenute le lacrime a stento, caricando i bagagli su una macchina che mi avrebbe riportato in Italia, sotto una neve inaspettata e incalzante, ho baciato il mio addio a una città che per qualche motivo aveva attratto le mie simpatie.
Saranno stati i corvi, le prime nevi di novembre, così entusiasmanti.
Saranno state le passeggiate solitarie per le strade (quanto si vede meglio sulle proprie gambe, fanculo l'auto).
Saranno stati gli italiani, simpaticissimi e generosi, e i tedeschi sinceri e tranquilli.
A Ulm ho portato il sole, ma sento di essermi portato a casa tanta nebbia.
Aver abbandonato una realtà e delle persone per cui ero a mio modo un centro di gravità, è stata dura. Ma ancora più dura tornare all'università: un luogo che prima amavo, ma ora vedo solo come svilente e spersonalizzante. Non conto niente, non valgo niente, sono solo una bestia da esami.
Cerco di capire per quale motivo avrei dovuto imparare a memoria la sintesi in controreazione dello stato, perché a memoria, e perché questa conoscenza determina l'essere o no un ingegnere. E nel frattempo arrivo lo "Zeugnis", il report di fine contratto con Frank che attesta le mie competenze tecniche e umane, mi riempe di complimenti e mi dice che con dispiacere chiudono il contratto.
E allora mi chiedo perché non l'ho esteso come proponevano loro? Perché cazzo perché? Perché devo subire le pene meschine e barbine di gente che non ha mai lavorato davvero? Quante ce ne sono da dire sulla nuova università, su come si è adeguata la nostra e su certi professori.
Riforma del cazzo, ha rovinato l'università.
Beh, per quanto riguarda l'esperienza di Huginn vi dico questo.
E' stata grandiosa e mai la cancellerei. Sarebbe importante che tutti i popoli si spostassero e visitassero altri paesi. C'è sempre da imparare. Nel nostro caso c'è tutto da imparare. Quasi.
Ora vorrei solo tornare alla terra natìa da vittorioso e restarmene qua, completare la specialistica e nel frattempo decidere per il futuro: sogno sempre di andare a vivere in Norvegia e trovare lavoro là, ma mi chiedo ancora se la Norvegia è un mito che mi sono costruito da me...
E qua ho tutto, non manca niente. Anche il lavoro più bello che potessi desiderare.
Le montagne e il mare, il Conero non ce l'hanno in molti...
Quello che ci manca è un sistema sociale adeguato, una società democratica e una politica quasi onesta. E non possiamo sperare di averli nei prossimi 5-10 anni credo.
Quello che ci manca è una vita serena, perché qui siamo tutti stressati. E se due madri si fermano con i figli in carrozzina a parlare al parco - che è già tanto che hanno trovato un momento di pausa - si lamentano e si piangono addosso e poi fuggono perché il tempo è finito.
In Germania i genitori uscivano insieme con i bambini al parco tranquilli e beati, perché vivono nel benessere. I soldi contano fino a un certo punto, che lo si voglia o no. Magari qualcuno che ha fatto scout come me sa anche qualcosa a proposito di essenzialità, ma è una lezione per pochi e perciò chi non la conosce ha bisogno del benessere.
Lasciare casa fa riflettere su tante cose. La famiglia e il proprio essere adulto. Quanto tempo vogliamo spendere con i nostri genitori? Che vita vogliamo davvero per noi, ora che è possibile provarne una? I luoghi? Sono tutti uguali? E le persone? Le persone contano davvero. Se i luoghi fossero così importanti allora l'Italia sarebbe il migliore posto del mondo per vivere. Perché mite e bella come l'Italia ce ne sono pochi. La neve mi piace. E la Norvegia era bella. Le campagne della germania del sud sono molto pittoresche. Ma io credo che dal punto di vista naturale e paesaggistico l'Italia sia completa. E ci sarà un motivo se tutti vengono qua, mica sono proprio scemi.
Andare a lavoro da riflettere molto, e su questo punto, a quest'età insisterei parecchio. Molti dei nostri compagni delle medie lavorano da un pezzo. Magari per loro è naturale e su certe cose non ci hanno mai riflettuto. Per noi tardoni universitari che magari cominciamo a percepire uno stipendio o un assegno di ricerca a 28 anni (all'estero è tutto un altro discorso), lavorare ormai non è più concepibile. E poi... azz ora non ho più tempo mi dispiace.
A presto
Sì, ho cambiato qualcosa in alcune persone, ho portato novità in certi ambienti, aiutato in certi altri e di certo sollevato anche un po' di chiacchiere in giro.
Ho portato un po' del sole che vivo dentro.
Quando sono arrivato Ulm era soleggiata. E tutte le volte che sono tornato da fuori c'era il sole.
E tutte le volte che l'ho lasciata nevicava.
Trattenute le lacrime a stento, caricando i bagagli su una macchina che mi avrebbe riportato in Italia, sotto una neve inaspettata e incalzante, ho baciato il mio addio a una città che per qualche motivo aveva attratto le mie simpatie.
Saranno stati i corvi, le prime nevi di novembre, così entusiasmanti.
Saranno state le passeggiate solitarie per le strade (quanto si vede meglio sulle proprie gambe, fanculo l'auto).
Saranno stati gli italiani, simpaticissimi e generosi, e i tedeschi sinceri e tranquilli.
A Ulm ho portato il sole, ma sento di essermi portato a casa tanta nebbia.
Aver abbandonato una realtà e delle persone per cui ero a mio modo un centro di gravità, è stata dura. Ma ancora più dura tornare all'università: un luogo che prima amavo, ma ora vedo solo come svilente e spersonalizzante. Non conto niente, non valgo niente, sono solo una bestia da esami.
Cerco di capire per quale motivo avrei dovuto imparare a memoria la sintesi in controreazione dello stato, perché a memoria, e perché questa conoscenza determina l'essere o no un ingegnere. E nel frattempo arrivo lo "Zeugnis", il report di fine contratto con Frank che attesta le mie competenze tecniche e umane, mi riempe di complimenti e mi dice che con dispiacere chiudono il contratto.
E allora mi chiedo perché non l'ho esteso come proponevano loro? Perché cazzo perché? Perché devo subire le pene meschine e barbine di gente che non ha mai lavorato davvero? Quante ce ne sono da dire sulla nuova università, su come si è adeguata la nostra e su certi professori.
Riforma del cazzo, ha rovinato l'università.
Beh, per quanto riguarda l'esperienza di Huginn vi dico questo.
E' stata grandiosa e mai la cancellerei. Sarebbe importante che tutti i popoli si spostassero e visitassero altri paesi. C'è sempre da imparare. Nel nostro caso c'è tutto da imparare. Quasi.
Ora vorrei solo tornare alla terra natìa da vittorioso e restarmene qua, completare la specialistica e nel frattempo decidere per il futuro: sogno sempre di andare a vivere in Norvegia e trovare lavoro là, ma mi chiedo ancora se la Norvegia è un mito che mi sono costruito da me...
E qua ho tutto, non manca niente. Anche il lavoro più bello che potessi desiderare.
Le montagne e il mare, il Conero non ce l'hanno in molti...
Quello che ci manca è un sistema sociale adeguato, una società democratica e una politica quasi onesta. E non possiamo sperare di averli nei prossimi 5-10 anni credo.
Quello che ci manca è una vita serena, perché qui siamo tutti stressati. E se due madri si fermano con i figli in carrozzina a parlare al parco - che è già tanto che hanno trovato un momento di pausa - si lamentano e si piangono addosso e poi fuggono perché il tempo è finito.
In Germania i genitori uscivano insieme con i bambini al parco tranquilli e beati, perché vivono nel benessere. I soldi contano fino a un certo punto, che lo si voglia o no. Magari qualcuno che ha fatto scout come me sa anche qualcosa a proposito di essenzialità, ma è una lezione per pochi e perciò chi non la conosce ha bisogno del benessere.
Lasciare casa fa riflettere su tante cose. La famiglia e il proprio essere adulto. Quanto tempo vogliamo spendere con i nostri genitori? Che vita vogliamo davvero per noi, ora che è possibile provarne una? I luoghi? Sono tutti uguali? E le persone? Le persone contano davvero. Se i luoghi fossero così importanti allora l'Italia sarebbe il migliore posto del mondo per vivere. Perché mite e bella come l'Italia ce ne sono pochi. La neve mi piace. E la Norvegia era bella. Le campagne della germania del sud sono molto pittoresche. Ma io credo che dal punto di vista naturale e paesaggistico l'Italia sia completa. E ci sarà un motivo se tutti vengono qua, mica sono proprio scemi.
Andare a lavoro da riflettere molto, e su questo punto, a quest'età insisterei parecchio. Molti dei nostri compagni delle medie lavorano da un pezzo. Magari per loro è naturale e su certe cose non ci hanno mai riflettuto. Per noi tardoni universitari che magari cominciamo a percepire uno stipendio o un assegno di ricerca a 28 anni (all'estero è tutto un altro discorso), lavorare ormai non è più concepibile. E poi... azz ora non ho più tempo mi dispiace.
A presto
Riguardo le elezioni
Riguardo le elezioni c'è poco da dire: il circo delle pulci... Tra indagati per mafia candidati al parlamento, un sistema elettorale da cancellare, l'idea anticostituzionale del "voto utile", la disinformazione più totale dei cittadini, partiti che promuovono l'aumento dell'acido ascorbico nella coca-cola e la riduzione dell'IVA sulle patatine al formaggio...
Direi volentieri "io emigro", se non fosse che le mie colline - piene di mezzi mafiosi, per carità, un certo sindaco adesso è indagato - sono proprio mie, quasi mie e sono splendide, per quanto sono e saranno sempre le stesse.
E' che l'italiano sta diventando un animale da stress, e i giovani degli animali asociali co sto cazzo di internet, ma che ci sto perdendo tempo a fare?
Ah, sì, perché Huginn e Muninn viaggiano sul serio... E vogliono raccontarvi qualcosa...
Direi volentieri "io emigro", se non fosse che le mie colline - piene di mezzi mafiosi, per carità, un certo sindaco adesso è indagato - sono proprio mie, quasi mie e sono splendide, per quanto sono e saranno sempre le stesse.
E' che l'italiano sta diventando un animale da stress, e i giovani degli animali asociali co sto cazzo di internet, ma che ci sto perdendo tempo a fare?
Ah, sì, perché Huginn e Muninn viaggiano sul serio... E vogliono raccontarvi qualcosa...
Monday 14 April 2008
Elezioni... + quotation time
I risultati definitivi delle elezioni non sono ancora arrivati. Ma avevate forse dubbi?
Avevate dubbi che l'Italia, di fronte a un momento di difficoltà, avrebbe votato chi ci ha messo nelle statistiche tra i "paesi semi liberi"? Avevate qualche dubbio che un ridicolo nano pelato avrebbe preso il potere ancora? Quante volte è già successo? Non abbiamo cominciato lo scorso secolo?
Ma questa volta è diverso.
Le ultime elezioni le avevo passate in veglia, con il pugno chiuso e il basco con la stellina, sperando.
Queste elezioni le ho passate dormendo, curandomi di altri affari.
La volta scorsa ho accolto i risultati con appresione e gioia. Questa volta ho solamente scosso la testa. Lo sa pevo già. Era ovvio, era scritto.
Questa volta ho un rimpianto per i kinsmen che ho lasciato in patria, e un respiro di sollievo poiché non sono in Italia. Ci dovrò tornare, lo so, ma solo per il tempo strettamente necessario.
In Irlanda Ahern ha governato per 3 mandati, cambiando la faccia dell'Irlanda nel paese che io conosco.
In Italia dopo un anno ci stufiamo del presidente.
QUotation time: this time from public toilets around dublin:
On a condom machine: "Insert baby for refund"
"Reading this is gives me official rights to rape your sister"
"RIRA: really idiot really arrogant"
"Piss in the urinal, faggot, I have to sit here!"
"It's really amazing how many people bring pens in the toilet, isn't it?"
Avevate dubbi che l'Italia, di fronte a un momento di difficoltà, avrebbe votato chi ci ha messo nelle statistiche tra i "paesi semi liberi"? Avevate qualche dubbio che un ridicolo nano pelato avrebbe preso il potere ancora? Quante volte è già successo? Non abbiamo cominciato lo scorso secolo?
Ma questa volta è diverso.
Le ultime elezioni le avevo passate in veglia, con il pugno chiuso e il basco con la stellina, sperando.
Queste elezioni le ho passate dormendo, curandomi di altri affari.
La volta scorsa ho accolto i risultati con appresione e gioia. Questa volta ho solamente scosso la testa. Lo sa pevo già. Era ovvio, era scritto.
Questa volta ho un rimpianto per i kinsmen che ho lasciato in patria, e un respiro di sollievo poiché non sono in Italia. Ci dovrò tornare, lo so, ma solo per il tempo strettamente necessario.
In Irlanda Ahern ha governato per 3 mandati, cambiando la faccia dell'Irlanda nel paese che io conosco.
In Italia dopo un anno ci stufiamo del presidente.
QUotation time: this time from public toilets around dublin:
On a condom machine: "Insert baby for refund"
"Reading this is gives me official rights to rape your sister"
"RIRA: really idiot really arrogant"
"Piss in the urinal, faggot, I have to sit here!"
"It's really amazing how many people bring pens in the toilet, isn't it?"
Thursday 10 April 2008
Quotation time
Yeeeeeh! It's again quotation time!! The best quotations from Dublin everyday life:
"Can I say Obla when you bang me?" from the game swish pang obla...
"Bau bau, is it your nickname?" Christian... INAPROPRIATE
"Write it in the numbers of finnish!" Perhaps some grammar inconvenience....
"if electricity comes from electrons, does morality come from morons?" Remy, probably copie from somebody else, since he's a nasty frenchman.
"no fucking old deluded man in a clown costume proclaiming to be the representative of some science fiction character should have anything to do with my right to choose" My wonderful angry Henna "hassu" Muhonen!
"Can I say Obla when you bang me?" from the game swish pang obla...
"Bau bau, is it your nickname?" Christian... INAPROPRIATE
"Write it in the numbers of finnish!" Perhaps some grammar inconvenience....
"if electricity comes from electrons, does morality come from morons?" Remy, probably copie from somebody else, since he's a nasty frenchman.
"no fucking old deluded man in a clown costume proclaiming to be the representative of some science fiction character should have anything to do with my right to choose" My wonderful angry Henna "hassu" Muhonen!
Monday 10 March 2008
Irish weather - part 2
Today I went to the An làr, the city centre alone.
It was one of those thick rainy days, in which it has been raining all night and all morning. Lovely. I went to the bus stop waiting for my number 10, that I luckily spotted and stopped for it was already going away.
A short interlude in the bus reading "Kalevala" and here I am, O'Connel street.
It's so different from the time in which I was there the first time. A sunny, hot day, in a hostile city.
Today everybody was running, avoiding the stubborn rain. I walked forth and back under the rain, just to see people, their ordinary life, their disappointment. Dublin is a huge tabagist lung. It breathes, coughs sometimes.
I entered Penneys, not much for shopping but to avoid the rain. I saw a green T-shirt "Why having a 6pack when you can have a barrel?". 4€. Bought!
Then a bag of local potatoes from the market in Moore street. I went to Eason, but their CD collection sucks. They can't divide all music between "rock/pop" and "classic"!
So I went to Grafton street. I stopped in another music shop. At least they have a metal corner. I bought "Tervaskanto" by Korpiklaani. Of course when I came out of the shop, the sun was shining, and Dublin taking a deep, happy breath.
Album's review:
A brief research in my vocabularies tells me that Tervaskanto means "tar-stage" (palco di catrame) that is, of course impossible. I'm hopeless in finnish...
The booklet saves me, for they kindly translated all the lyrics and titles in english. Tervaskanto means "Resinous Stump". Well, I was close. It sucks anyway.
The ablum opens with a song with an encouraging name "Let's drink". For sure this track is a Irish-finnish agreement. It's nothing special, short and happy. Then Tervaskanto. I jumped it, since I already knew it and in my opinion is the crappiest track of the album. Then Viima... this is breathtaking, at least for me, for I get so excited when I hear singing in suomi!
Veriset äpärät... didn't they say they wanted to stop singing in finnish? anyway, a very restless happy and funloving song. Korpiklaani trademark.
Finally a bit of rest - not much though - with an acustic intro to "Running with the wolves". After 30 seconds the lightspeed-fast beat starts again. The accordion is much more dominant in this album.
Liekkjön isku: The revenge of Ljekkjö. DOn't worry, the 100hitperminute beat doesn't stop. But this turns in a more Humppa melody. Some nice choirs and a cool riff. Again the accordion is overdominant. The song as a whole is very cool, strongly adviced for emo-depressed-lazy people. Just don't mind about the lyrics: no matter what languages do you speak it just sounds as "humppa hummpa homppa hamppa".
Tired? A bit of relax with "Palovana". Not much, but it's a bit slower. Finally guitars get again the leadership. Wonderful, for Italian speakers, the refrain: Katso katso katso katso....
This song tries to be a bit more serious of the usual "dance drink and smash tables" inspiration. Does it succed? Well, yes. Again some acoustic guitar, ending the song. I don't like the equalization though: too emphasis on high pitches.
Karhukaatolaulu: I can't translate this myself: Hunting bear song. You know, Finns have a thing with bears. It's their sacred animal, or at least used to be. Again a "drink dance and smash more tables song", but with feeling in it.
On we go, smashing tables for several minutes and songs, when we can be fascinated by the acoustic intro to "Vesilahden veräjillä". This song is sort of slow haunting and incredibly fashionable. The lyrics are about a real historical fact. A song of blood, for it tells about Kirmu, the lord of Vesilahti, disciple of Ukko. Well, this king didn't love preacher so much, for this traps Huntu, a preacher, that doesn't want to give up his Christian faith and for that his arms are torn away and he is left to painful death. This is by far the masterpiece of the Album.
Then, end titles: we are left with a voiceless song, Nordic Feast. Quite fast, but more relaxing, with some whistles and stuff. A joyful song: everybody is drunk and all the tables smashed. Time to go home with joy. A very short serious part, and humppa humppa again!
That's everything.
I hoped in something more "kädeet siipina", but unluckily this is a happy album. Maybe too happy, but for this reccomended to emo-depressed-lazy suckers.
Hugin is coming to Dublin tonight, so that the crows will meet again in the land of Ravens.
May the northwind bring you good potatoes harvest.
It was one of those thick rainy days, in which it has been raining all night and all morning. Lovely. I went to the bus stop waiting for my number 10, that I luckily spotted and stopped for it was already going away.
A short interlude in the bus reading "Kalevala" and here I am, O'Connel street.
It's so different from the time in which I was there the first time. A sunny, hot day, in a hostile city.
Today everybody was running, avoiding the stubborn rain. I walked forth and back under the rain, just to see people, their ordinary life, their disappointment. Dublin is a huge tabagist lung. It breathes, coughs sometimes.
I entered Penneys, not much for shopping but to avoid the rain. I saw a green T-shirt "Why having a 6pack when you can have a barrel?". 4€. Bought!
Then a bag of local potatoes from the market in Moore street. I went to Eason, but their CD collection sucks. They can't divide all music between "rock/pop" and "classic"!
So I went to Grafton street. I stopped in another music shop. At least they have a metal corner. I bought "Tervaskanto" by Korpiklaani. Of course when I came out of the shop, the sun was shining, and Dublin taking a deep, happy breath.
Album's review:
A brief research in my vocabularies tells me that Tervaskanto means "tar-stage" (palco di catrame) that is, of course impossible. I'm hopeless in finnish...
The booklet saves me, for they kindly translated all the lyrics and titles in english. Tervaskanto means "Resinous Stump". Well, I was close. It sucks anyway.
The ablum opens with a song with an encouraging name "Let's drink". For sure this track is a Irish-finnish agreement. It's nothing special, short and happy. Then Tervaskanto. I jumped it, since I already knew it and in my opinion is the crappiest track of the album. Then Viima... this is breathtaking, at least for me, for I get so excited when I hear singing in suomi!
Veriset äpärät... didn't they say they wanted to stop singing in finnish? anyway, a very restless happy and funloving song. Korpiklaani trademark.
Finally a bit of rest - not much though - with an acustic intro to "Running with the wolves". After 30 seconds the lightspeed-fast beat starts again. The accordion is much more dominant in this album.
Liekkjön isku: The revenge of Ljekkjö. DOn't worry, the 100hitperminute beat doesn't stop. But this turns in a more Humppa melody. Some nice choirs and a cool riff. Again the accordion is overdominant. The song as a whole is very cool, strongly adviced for emo-depressed-lazy people. Just don't mind about the lyrics: no matter what languages do you speak it just sounds as "humppa hummpa homppa hamppa".
Tired? A bit of relax with "Palovana". Not much, but it's a bit slower. Finally guitars get again the leadership. Wonderful, for Italian speakers, the refrain: Katso katso katso katso....
This song tries to be a bit more serious of the usual "dance drink and smash tables" inspiration. Does it succed? Well, yes. Again some acoustic guitar, ending the song. I don't like the equalization though: too emphasis on high pitches.
Karhukaatolaulu: I can't translate this myself: Hunting bear song. You know, Finns have a thing with bears. It's their sacred animal, or at least used to be. Again a "drink dance and smash more tables song", but with feeling in it.
On we go, smashing tables for several minutes and songs, when we can be fascinated by the acoustic intro to "Vesilahden veräjillä". This song is sort of slow haunting and incredibly fashionable. The lyrics are about a real historical fact. A song of blood, for it tells about Kirmu, the lord of Vesilahti, disciple of Ukko. Well, this king didn't love preacher so much, for this traps Huntu, a preacher, that doesn't want to give up his Christian faith and for that his arms are torn away and he is left to painful death. This is by far the masterpiece of the Album.
Then, end titles: we are left with a voiceless song, Nordic Feast. Quite fast, but more relaxing, with some whistles and stuff. A joyful song: everybody is drunk and all the tables smashed. Time to go home with joy. A very short serious part, and humppa humppa again!
That's everything.
I hoped in something more "kädeet siipina", but unluckily this is a happy album. Maybe too happy, but for this reccomended to emo-depressed-lazy suckers.
Hugin is coming to Dublin tonight, so that the crows will meet again in the land of Ravens.
May the northwind bring you good potatoes harvest.
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Friday 7 March 2008
Irish Weather
This morning it was sunny and warm (for Irish standard). I thought I didn't need the big jacket... beside is just 2 minutes walk from my house to Newman building. "I'll bring my raincoat instead" I thought. It's small, you can fold it and put it in your bag. I thought I'd look a moron with a raincoat during a sunny day with no clouds. But I didn't care so I came out with sunglasses and raincoat.
After half an hour inside Newman buliding I went to the post office. Outside it was still sunny but it rained a bit. Without clouds. Well... it happens in Dublin.
The I spent the next hour inside Newman building, at a lesson. I had sun in my eyes for all the time.
Finished the lesson I returned a book, it took me like 3 minutes and then I went back home. Outside the door there was a dark sky and heavy rain. Luckily, I had my raincoat. Though I needed to hold the hood for the wind was taking it off from my head.
Now the sun is shining again.
Stamattina c'era il sole ed era caldo. Ho pensato quindi di non portarmi la giacca a vento, ma solo il mio raincoat o cerata o kway o come cazzo lo chiamate. E' piccolo, comodo, si piega e si mette in borsa. Ho pensato che sembravo un coglione con la cerata in una giornata di sole, ma me ne sono fregato e sono uscito con raincoat e occhiali da sole.
Dopo mezz'ora dentro il Newman building sono uscito per andare alle poste. Piovigginava anche se c'era il sole. Niente nuvole. Succede a Dublino.
Poi ho avuto un'ora di lezione, il sole mi ha accecato tutto il tempo. Infine sono andato in biblioteca (tutto al chiuso) per restituire un libro. Ci avrò messo 3 minuti. Quando finalmente esco per tornare a casa, fuori il cielo era nero e pioveva pesante. Fortunatamente, avevo il raincoat. Anche se dovevo tenere il cappuccio con la mano perché altrimenti il vento me lo portava via.
Adesso il sole brilla di nuovo.
After half an hour inside Newman buliding I went to the post office. Outside it was still sunny but it rained a bit. Without clouds. Well... it happens in Dublin.
The I spent the next hour inside Newman building, at a lesson. I had sun in my eyes for all the time.
Finished the lesson I returned a book, it took me like 3 minutes and then I went back home. Outside the door there was a dark sky and heavy rain. Luckily, I had my raincoat. Though I needed to hold the hood for the wind was taking it off from my head.
Now the sun is shining again.
Stamattina c'era il sole ed era caldo. Ho pensato quindi di non portarmi la giacca a vento, ma solo il mio raincoat o cerata o kway o come cazzo lo chiamate. E' piccolo, comodo, si piega e si mette in borsa. Ho pensato che sembravo un coglione con la cerata in una giornata di sole, ma me ne sono fregato e sono uscito con raincoat e occhiali da sole.
Dopo mezz'ora dentro il Newman building sono uscito per andare alle poste. Piovigginava anche se c'era il sole. Niente nuvole. Succede a Dublino.
Poi ho avuto un'ora di lezione, il sole mi ha accecato tutto il tempo. Infine sono andato in biblioteca (tutto al chiuso) per restituire un libro. Ci avrò messo 3 minuti. Quando finalmente esco per tornare a casa, fuori il cielo era nero e pioveva pesante. Fortunatamente, avevo il raincoat. Anche se dovevo tenere il cappuccio con la mano perché altrimenti il vento me lo portava via.
Adesso il sole brilla di nuovo.
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